Pier Andrea Chevallard, Presidente Confcommercio Roma
Qual è lo stato di salute del commercio a Roma e nel Lazio
Il comparto del “terziario avanzato” (imprese hi-tech, servizi innovativi, consulenza, tecnologia, ecc.) a Roma è in buona salute: secondo un’analisi recente, sono circa 60.000 le imprese attive in questo segmento, con una stima di crescita dei ricavi del +2,5% nei prossimi due anni. Il commercio “tradizionale”, almeno in parte, continua a beneficiare della domanda locale. A livello più generale, nel panorama economico romano, molte imprese del commercio e terziario stanno cercando di innovarsi, puntando su digitalizzazione, servizi e segmenti diversi dal commercio tradizionale. Facendo quindi una sintesi il commercio nella Capitale oggi si trova in uno stato complessivamente di “equilibrio dinamico”: da un lato ci sono segmenti - come il terziario avanzato o il commercio che sa adattarsi - che mostrano vitalità, innovazione e potenziale di crescita; dall’altro lato persistono vulnerabilità strutturali (piccole imprese, commercio tradizionale, rischi economico-sociali) che rischiano di far “sgretolare” il tessuto commerciale, soprattutto nelle zone centrali o a più forte pressione turistica.
Come stanno impattando sul settore gli interventi previsti dal Pnrr? E cosa accadrà quando finirà il Piano?
Il PNRR sta offrendo a Roma una concreta occasione di rilancio per il commercio, soprattutto per chi ha capacità di adattamento (digitalizzazione, ammodernamento, innovazione, progetto urbano) e per chi può beneficiare delle nuove infrastrutture, del turismo, delle risorse per la riqualificazione urbana. Ma per trasformare l’opportunità in sviluppo stabile e durevole, servono riforme strutturali, governance efficiente, attenzione alla distribuzione territoriale degli interventi, misure di sostegno alle micro-imprese e una politica economica e fiscale coerente nel dopo-PNRR.
Le nuove tecnologie avanzano ogni giorno di più, tra Intelligenza Artificiale e digitalizzazione: quale impatto hanno sul settore, in particolare sul mantenimento dei livelli occupazionali?
A Roma purtroppo non c’è ancora un clima favorevole allo sviluppo delle imprese del terziario avanzato. Queste, infatti, non si sentono ancora sufficientemente valorizzate come realtà trainanti la crescita territoriale. Le imprese impegnate nell’IA vedono proprio come fattore di ostacolo al proprio sviluppo le difficoltà nel reclutare il personale qualificato del quale hanno bisogno. Sarebbe fondamentale un percorso di apertura con gli atenei, portare a Roma talenti qualificati, ma servono politiche ad hoc per il settore. Da non sottovalutare, l’importanza strategica dei rapporti tra aziende e altre realtà: ad oggi, infatti, il 40% delle imprese del Terziario avanzato collaborano con enti locali, università, centri di ricerca o altri attori del territorio della Provincia di Roma.
Un anno fa c’è stata la firma per il rinnovo del contratto territoriale: qual è il bilancio?
Nonostante l’interesse e il crescente bisogno di strumenti normativi adeguati, non si registra ancora una significativa applicazione dei contratti territoriali: su un tessuto imprenditoriale che conta solo nel commercio 69.446 imprese (di cui 27.716 con dipendenti, dati ISTAT 2024), il risultato dell’indagine sull’applicazione della contrattazione collettiva nel territorio romano predisposta da Adapt, indica che 49 aziende hanno comunicato di non voler fruire delle flessibilità organizzative previste dai Protocolli sul lavoro nel Giubileo per il Terziario e per il Turismo. Anche se questo non significa che tutte le altre aziende stanno applicando i Protocolli, abbiamo riscontri positivi dalle nostre aziende associate, che sempre più vogliono essere rappresentate da un sistema confederale che tutela le aziende virtuose, risultando di conseguenza benchmark per un mercato che necessità di qualità del servizio e di condizioni di lavoro di alto livello. Quello che chiediamo alle istituzioni tutte è di affiancarci in questa vera e propria crociata: garantire retribuzioni adeguate al costo della vita permette alla previdenza di ricevere quei contributi che garantiscono il futuro del nostro sistema pensionistico. Alla stessa stregua si garantisce un flusso fiscale che sostiene la nostra socialità e il benessere collettivo.
La ricerca di Confcommercio sul dumping contrattuale dimostra che il fenomeno è ancora molto diffuso sul territorio. Quali sono gli strumenti e le strategie per arginarlo?
Confcommercio Roma da anni svolge un ruolo di contrasto alla contrattazione pirata e nel contempo di moralizzatore dei comportamenti delle imprese nella corretta applicazione delle disposizioni di legge e contratto, che tutelano il mercato del lavoro e la competitività delle imprese. Da sempre professiamo che “nello stesso mercato” le aziende devono operare “con le stesse regole”. Permettere ad alcune aziende non virtuose di giocare al ribasso mettendo in discussione le retribuzioni, le tutele ed il welfare significa falsare la concorrenza e lavorare con bassa qualità sia del servizio che del lavoro. La ricerca sull’effettiva applicazione del Protocollo Giubileo e del Contratto Integrativo Territoriale, commissionata ad Adapt, ha evidenziato che le flessibilità e le tutele concertate con le organizzazioni sindacali risultano pienamente coerenti con le esigenze delle imprese del territorio. Questo ci spinge a fare ancora meglio e continuare a monitorare i fenomeni che necessitano di un intervento delle parti sociali, per rendere coerente la contrattazione collettiva con i cambiamenti che, soprattutto, la città di Roma affronta ciclicamente.